Categoria: curiosità

Ero al supermercato e mi sono comprato la confezione da 10 Bic. Ed ho riflettuto su la seguente cosa: Quante volte capita di comprare alcune cose che poi incredibilmente scompaiono? Forse non vi viene in mente, ma quante volte acquistiamo le forbici dall’Ikea per poi non trovarle mai? E le penne? Ci sono momenti in cui ne abbiamo in abbondanza e momenti in cui non ne troviamo neanche una (di norma quando dobbiamo appuntarci delle cose che mentre siamo al telefono).

Beh a tutto c’è una spiegazione.

Ipotizziamo che il numero di penne dentro casa non possa superare un numero N, questo perché sicuramente se in casa ne avessimo 100, non penso che andremmo a comprarne altre.
Chiamiamo poi L(t) il numero di penne che sopravvivono (alla fine del periodo t): dobbiamo considerare che qualcuna si rompe, altre si perdono, altre vengono “involontariamente” rubate etc.
Infine consideriamo K(t) come il numero di penne del periodo prima più quelle nuove che abbiamo comprato.

Durante un periodo alcune delle K penne moriranno, questa frazione è L/N, ed il totale di penne che faranno brutta fine nel periodo t sono K*L/N

Alla fine del periodo saranno sopravvissute K-K*L/N  penne.

Beh ho simulato qualche esempio (Qui potete scaricare i file Excel)

Blog_Excelpennenumeri

Blog_excelpennegrafico1

Come potete vedere finché il tasso di aumento resta basso, come 1,5 la curva si stabilizza, quindi vi troverete dentro casa sempre lo stesso numero di penne. (1 e 2; celestino ed arancione)

Non è neanche il caso del 3,4 dove la curva oscilla ma resta comunque in un range prevedibile (3; blu)

Ma le nostre penne sono caratterizzate dalla retta 4 (verde). Il tasso di aumento è 3,9. Effettivamente se abbiamo poche penne, ne andiamo a comprare molte, nella speranza che ne resti qualcuna, questo rende l’andamento completamente casuale. Casuale è inteso come appartenente alla teoria del caos ovvero che una piccola modifica allo stato iniziale può comportare un cambiamento assolutamente imprevedibile.

Come semplicissima riprova ho posto il numero di penne iniziali invece che a 5 (blu) a 6 (verde), lasciando invariato tutto il resto…

Blog_excelpennegrafico2

Ad essere precisi, con valori del tasso superiori a 3,449 si hanno oscillazioni a 4 periodi e con un tasso da 3,5699 entra in gioco il caos (ho cercato di far venire un grafico decente)

Ovviamente questa formula si applica a tante cosa, tra cui la popolazione di Lemming (lemmini). Essi, essendo roditori proliferano in modo incredibile, ma stranamente la popolazione ogni tanto si riduce in modo drastico. Una delle spiegazioni popolari e popolane era (è) che durate la migrazione molti esemplari si suicidassero.
Nel 1958 la Disney fece persino un documentario intitolato “White Wilderness” (=artico selvaggio) in cui filmava questi poveri animali che si buttavano dalla scogliera. Peccato che la trupe ha dovuto “incoraggiarli” per filmare il loro “suicidio”.

 

Beh ora sapete che non si suicidano.

 

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curiosità post pseudoseri

Vi siete mai chiesti qual è il numero minimo di monete da portare con voi per evitare di ricevere resto?

Io sì.

Il problema nasce dal fatto che non uso il porta monete quindi esco solo con banconote e monete che valgano qualcosa (ed ovviamente torno con inutili spicci).

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La risposta non è 42 ma 11.

Le monete sono 0,01€; 0,02€; 0,05€; 0,10€; 0,20€; 0,50€; 1€; 2€. Come potete vedere si ripetono, quindi basterà analizzare le prime tre.

Monete
Costo 0,01€ 0,02€ 0,05€
0,01€ 1
0,02€ 1
0,03€ 1 1
0,04€ 2
0,05€ 1

In tabella si vede il numero minimo di monete necessarie per pagare.
È facile notare come basti una moneta per ogni taglio, più una extra tra 0,01 e 0,02, in particolare per pagare 0,04 è possibile farlo tramite 2 monete da 0,01 più 1 da 0,02 o 2 da 0,02, senza cambare il numero complessivo di monete in tasca (in entrambi i casi occorre il doppione di una delle due).

0,04 2 1
0,04 0 2

Quindi sono 4 monete per ogni triade, e considerando che 5 euro sono cartacei si arriva a 11 monete.

 

Con affetto.

 

PS Io continuerò a sfidare la sorte.

 

curiosità

Testa o Croce?”. Fin da quando siamo piccoli, il gioco della moneta ci aiuta a stabilire chi tra due persone scegliere o inizia per primo. Il motivo è semplice: Una moneta ha due facce con probabilità uguale e restituisce un valore booleano (T o C). Ma se non fosse così? Se la probabilità non fosse la stessa?

Mentre matematicamente la probabilità del lancio della moneta è equi-distribuita sulle due facce, nella realtà non è così. [Colpo di scena]

Sicuramente, se sapessimo la posizione della moneta iniziale, la forza impressa per dare la rotazione e il momento dell’atterraggio potremmo conoscere senza problemi la risposta data dal lancio ancora primo di farlo. Ma ovviamente nella realtà non abbiamo modo di conoscere queste variabili e ciò rendere “caotico” il risultato.

Persi Diaconis (link Wikipedia), decise che fosse necessario capire le reali probabilità delle facce della moneta. Insieme ad alcuni suoi amici come Richard Montgomery (che si era occupato già di oggetti in rotazione, nello specifico, dimostrò il teorema del gatto che cade (Link) [in poche parole il gatto ha talmente tanta mobilità articolare da poter considerare il busto come se fosse composto due parti e ciò gli permette di girarsi, con un sano colpo di schiena, tipo libro (so che non avete capito una sega, ma tranquilli, neanche io)]

Fotogramma per fotogramma hanno analizzato il movimento, arrivando a tale risultato… [Rullo di tamburi]
Nel 51% dei casi la moneta atterrerà con la stessa faccia rivolta verso l’alto che aveva quanto è stata lanciata in aria.

Questo succede perché la moneta è soggetta anche ad un altro moto, quello di precessione (link a Wikipedia), e di conseguenza rimane in aria per un tempo leggermente maggiore con la faccia che inizialmente era rivolta vero l’alto.

Se volete aprire un casinò potrebbe tornarvi utile, altrimenti potete continuare a considerare la moneta un gioco equo.

 

Testa o Croce?

#FacciamoCultura curiosità post pseudoseri

Quasi tutte le mattine prendo la metro e, se riesco a reperirlo, anche un giornale. Uno di quelli gratuiti pieni di pubblicità colorate che ti riempiono le dita di inchiostro per intenderci. Quando finisco di leggerlo faccio il seguente esperimento sociale: chiudo il giornale, lo piego e lo appoggio sul sedile libero di fianco a me o sul mio, nel caso io stia uscendo dalla metro. Poi aspetto.
Da qui nasce il titolo di questo post: Differenze Culturali
Quando ero a Londra era diventata una normale procedura quella di lasciare il giornale al prossimo o di recuperare il giornale da un sedile e leggerlo. Questa abitudine dei londinesi ha portato persino il bisogno di cartelli che “proibiscano” (=consigliano di non esagerare) nel lasciare i newspaper in giro.
Qui invece succede una cosa molto particolare: le persone o non si siedono per non spostare il giornale o ci si siedono sopra con disprezzo.
Una via di mezzo?

PaeseCheVaiUsanzeCheTrovi

curiosità

Pollock detto anche “Jack the Dripper” (Jack lo Sgocciolatore), fu un pittore statunitense dell’inizio del 900. Sulla sua vita potete trovare tutto comodamente su Wikipedia.

No._5,_1948Per 5 anni dal 2006 il dipinto intitolato No.5 è stato il quadro più costoso al mondo per una cifra di 140 milioni di dollari.Pollock a lavoro

Questo quadro, rappresenta a pieno la tecnica del Dripping, che consiste nel far gocciolare il colore su una tela posta orizzontalmente sul pavimento.

[mi sto sorprendendo anche io di me stesso]

“Va beh ma che ci vuole Pollock per fare un quadro così?”
Si e no, ma prima vi racconto un altro pezzo di storia, anche perché il titolo “Pollock ed i frattali” deve avere una risposta prima o poi 😉

Nel 2006 il consiglio di autenticazione Pollock-Krasner fece esaminare 32 dipinti di Pollock da Richard Taylor e il suo team. Furono ritenuti dei falsi. Ma perché far esaminare i quadri da un matematico?

Dal 1943 il nostro qui presente pittore ha cominciato a creare dei quadri con immagini frattali. [riprenderò il concetto più in la, prometto!]

I suoi primi dipinti avevano una dimensione frattale di 1,45 mentre uno dei suoi ultimi, il Blue Poles, che richiese sei mesi per essere terminato, arriva ad una dimensione di 1,72.

Proprio grazie a questo trucchetto Richard riuscì ad identificare i quadri veri e quelli falsi.

Ma quindi come si può falsificare un quadro di Pollock? Con il Pollockizer

 

curiosità post pseudoseri

Ieri ho scoperto questo sito che mi ha rivoluzionato la casella di posta: Unroll!

Ti registri e lui ti elenca tutte le newsletters dove la vostra email compare e vi fa decidere quali eliminare e quali accorpare in un unico messaggio di posta elettronica.
Ho trovato la cosa alquanto geniale, sopratutto per evitare tutte le mattine di cancellare 10 email completamente intili e che necessitano di un login con credenziali disperse chissà dove per disiscriversi. Basta spam !

Qualche settimana fa, hotmail ha deciso di mettermi nello spam un’ottimo colloquio per un lavoro, ok, questo non c’entra una mazza ma volevo rendervi partecipi del mio odio verso hotmail che mi costringe a controllare periodicamente anche la casella dello spam. Praticamente fa passare quello che dovrebbe cestinare e viceversa.

Sapete perché si dice spam?
Da questo video 😉

curiosità post pseudoseri quel che capita

Due domande che ogni volta mi faccio ma che sono andato a cercare solo qualche giorno fa…

Durante il decollo e l’atterraggio, data la pericolosità delle manovre vengono fatte due operazioni che di primo acchitto sembrano non avere senso, ma servono in caso di emergenza:

– Perché vengono fatti aprire gli oscura finestrini durante il decollo e l’atterraggio dell’aereo?
I) Far abituare gli occhi alla luce esterna II) Permettere agli eventuali soccorritori di vedere all’interno dell’aereo

-Perché vengono spente le luci durante il decollo e l’atterraggio di notte?
I) L’atterraggio durante la notte prevede l’utilizzo ridotto dei motori e la riduzione della luce consente di avere quel briciolo di potenza in più II) Il buio nella cabina fa vedere meglio il sentiero luminoso

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curiosità

Ultimamente girano storie su possibili richieste riguardo la password di facebook durante i colloqui di lavoro.

Non si sa quanto sia leggenda e quanto sia realtà, ma esistono molte e diverse opinioni al riguardo, diciamo che si assomigliano a quelle sul dichiarare o no la propria identità sul blog.
La cosa presenta molte sfumature diverse che sinceramente non comprendo: ma che minchia avrai mai di così “pericoloso” su facebook?

Qualcuno è dell’opinione di cancellare il proprio account o dire di non possederlo, adesso, alla fine del 2012, una risposta così o presenta che vuoi nascondete qualcosa o veramente non hai mai posseduto facebook e sinceramente, fossi io l’esaminatore, eliminerei direttamente l’interlocutore!
È il più potente mezzo di comunicazione b2b e b2c, molto più potente di linkedin, consente un marketing e un’analisi di mercato sorprendente con un potere sociale e d’imitazione non indifferente. Poi ovvio, se il colloquio è per diventare gelataio magari non serve, ma se è per una carica di responsabilità manageriale il piano è ben diverso.

Altri hanno un’opinione di menefreghismo: se chiedono la password bene, altrimenti meglio…

Poi esisto io con una visione completamente diversa e sopratutto molto più precisa di quanto possa in realtà sembrare… Quasi tutto quello che condivido è pubblico, il quasi fa la differenza…
Pubblico abbastanza da creare problemi per un riassunto del mio profilo, anche se è abbastanza delimitato dai Like nei gruppi, ma non sono mai presenti dati personali significativi: magari pubblico 10 foto al giorno, ma più della metà dei miei amici hanno postato la foto della patente, quando l’hanno presa, con tanto di dati…
Tornando al quasi, posso dire: “è completamente visibile, non ha bisogno della password” quando invece non è proprio così, ma la mole di dati è sufficiente per rendere credibile la cosa.
Tutto ciò che è on line, ovviamente, è stato messo consapevolmente, un po’ come per il blog.

DiCertoLeMiePasswordNonLeDoANessunoNonSonoMissItalia
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curiosità università

Voglio illuminarvi sulla pirateria (download illegali, oggettistica taroccata ed altro)

Per quanto vi possa sembrar strano la pirateria non è assolutamente un male, anzi!

Inizierei con con l’oggettistica “non originale” come ad esempio le borse o le magliette tarocche. Secondo indagini di mercato chi compra un tarocco se potesse permetterselo comprerebbe l’originale, e immagino anche voi, di conseguenza l’azienda non ci rimette assolutamente quote di mercato poiché non sarebbero stati acquirenti in ogni caso.
C’è anche un fattore positivo: pubblicità! Ebbene sì… Persone che girano facendo vedere la borsa, che seppur tarocca imita l’originale e potrebbe spingere un’altra persona a comprare la stessa borsa ma originale è un buon motivo per cui non opposti alla pirateria.

Sulla pirateria informatica è quasi uguale…
Musica: quante band che non conoscevate avete scoperto scaricandole per caso? bene, funziona anche qui da pubblicità poiché vi da la possibilità di scovare “gruppi da garage” e spesso succede che finite anche per comprare il loro cd o per andare al concerto!

Informatica: con IOS5 avevo sbloccato l’iphone e ho scaricato qualche app, stranamente è successo che comprassi ben 2 app originali dopo averle scaricate e provate! Cosa che quasi sicuramente non avrei fatto se non le avessi avute prima!

Film: E’ uguale a sopra, guardi il film, magari lo vuoi perché sei un fanatico e compri l’originale…

La pirateria funge da diffusore di prodotti
“Visto…! Io sono l’unico ad avere una visione d’insieme… ecco quello che chiamano genio!” Boris Yellnikoff (basta che funzioni Woody Allen)

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curiosità economia

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