NEET.. Lo stato non fa abbastanza per i giovani?

(le parti dopo la riga sono state scritte a posteriori rispetto alla stesura iniziale di questo post)

Sapete chi sono i NEET?

(Not in Education, Employment or Training), ovvero individui tra i 15 ed i 29 anni che non studiano e non lavorano.
Io ne conoscono di persone che non fanno una mazza, ma tendenzialmente almeno per finta studiano.

Nel nostro Bel Paese, grazie alle politiche europee, è stato avviato ormai da anni un programma chiamato “Garanzia Giovani”, che si basa su incentivi e percorsi formativi per trovare uno sbocco occupazionale.

Tutto bellissimo.

Tra i vari programmi c’è “crescere in Digitale” promosso da Google.
Un minicorso con nozioni di base legate al mondo digitale. Alla fine del percorso i candidati vengono presentati alle aziende, che potranno assumerli con uno stage di 6 mesi a costo zero, poiché pagato direttamente da Garanzia Giovani (500€ al mese).

Bene molto bene.

Voglio scrivere perché sembra sempre che non ci siano sufficienti politiche attive verso i giovani, che non ci siano sufficienti fondi per i giovani, che “non tutti possono studiare”, che “eh ma bisogna trovargli un lavoro”, “mica tutti possono fare gli imprenditori”.

Bene

Qualche settimana fa ho fatto 5 colloqui a 5 giovani del programma Garanzia Giovani.
Sapete quanti ne abbiamo assunti? Uno per disperazione.

Eh già, la realtà è che se non studi e non lavori il problema sei tu, perché lo Stato e l’EU si danno un bel da fare. Ma se poi ad un colloquio non sei capace neanche di presentarti, come faccio a farti fare qualcosa?

“Si ecco, parlo io… eh niente ho fatto l’alberghiero, ho fatto il cameriere una volta e basta…” “ah si ho 28 anni”

Non facciamo sempre i perbenisti, il lavoro non è garantito MAI, neanche per chi si laurea. Va meritato. Non hai voglia di studiare? Ci sono un sacco di professioni per le quali non occorre un titolo di studio universitario.
Puoi anche non saper fare nulla, ma quanto meno ad un colloquio fatti vedere motivato!

Quello che ho selezionato quanto meno ha spiccicato 4 parole, ha ammesso di non aver trovato ancora la sua strada e si è dimostrato “volenteroso” di voler fare qualcosa.

Si ma gli altri 4 ovvero l’80% degli altri candidati, non li avrei mai e poi mai messi neanche ad aprire la porta.

Non hai voglia di studiare, non hai neanche voglia di lavorare, esattamente cosa vuoi fare?
Perché si possono attivare tante politiche giovanili, tanti percorsi professionalizzanti, ma se poi la vostra voglia di fare è zero, come andiamo avanti?


 

Il candidato da me scelto, dopo ben 3 giorni di lavoro, dove la distanza casa-ufficio era di ben 10 minuti A PIEDI, ha deciso di sospendere il tirocinio perché la Regione Lazio paga a 3 mesi e non mese per mese. Dato che a soli 29 anni “quello che fa ora è importante per il futuro” ha preferito stare a casa a non fare una mazza piuttosto che venire a lavorare per essere pagato dopo.

Giustamente quando per 9 anni non hai fatto assolutamente nulla, capisco che un pagamento posticipato sia veramente inaccettabile.

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