Università: la più facile, la più difficile, quale scegliere

Il titoto è un riassunto stringato del post, dove cercherò di dare una risposta ad alcune domande che ho trovato sul web (alcune risposte saranno opposte a quello che pensate): Qual è la facoltà più semplice? Qual è la facoltà più difficile? Quale facoltà mi conviene predere? Sarò contento dello studio e del percorso formativo alla fine? Varrà la pensa studiare x?

 -Come facciamo a decidere se una facoltà è semplice o difficile? Bè sicuramente c’è una parte soggettiva, ma direi che le statistiche (istat) ci vengono incontro: possiamo vedere quante persone finiscono in tempo, quante lasciano, quante sono fuori corso.. Anche così naturalmente non si può avere un dato oggettivo perché magari in alcuni corsi di laurea ci sono persone più capaci che in altre (difficile che uno non bravo vada a fare ing nucleare!)…
I test d’ingresso non penso rappresentino un fattore rilevante, poiché conosco molte persone che hanno fatto il test per medicina solo perché il punteggio poteva essere utilizzato per entrare in altre facoltà, e tante altre che li hanno fatti solo per provare.

  -La facoltà dove in maggior numero di studenti sono immatricolati una volta sola nel 2001 e che finisce la laurea nel 2007 è medicina con 78,8 su 100, da segnalare chimica e giurisprudenza


-la facoltà dove ci sono meno laureati fuori corso è sempre medicina con uno scarto enorme rispetto alle altre facoltà, le altre sono più o meno allo stesso livello, segnalando sempre giurisprudenza con la quota più alta di laureati fuori corso..


-Il minor numero di persone che hanno mollato dopo il primo anno senza reiscriversi è sempre in medicina, seguita da psicologia e architettura, quella con il tasso più alto di rinunca è biologia (forse non era come si aspettavano) il grafico è molto a gradini…

-L’insoddisfazione per gli sbocchi professionali, molto importate, è minima per medicina, seguita da economia e ingegneria, massima per psicologia, biologia e letteratura

-La disoccupazione è minima per ingegneria, medicina, difesa e sicurezza e architettura (solo la laurea lunga!). legge, psicologia e biologia sono i più disoccupati

-L’utilità della laurea è minima per gli ambiti politico-sociale, linguistico e psicologico invece necessaria per medicina, chimica e ingegneria

-Per il trattamento economico ottimo: difesa e sicurezza, giurisprudenza e medicina, pessimo per: psicologia, insegnamento e architettura
-Possibilità di cariera ottime per: difesa e sicurezza, giurisprudenza, ingneria e medicina, pessime per: psicologia e insegnamento
-Stabilità del lavoro ottima per: difesa e sicurezza, ingegneria  ed economia, pessima per: psicologia ed insegnamento

Conclusioni e consigli:
-La laurea più facile è medicina, con anche  un’ottima possibilità di carriera, ampie possibilità economiche ed ottime possibilità di lavoro.
-La laurea più difficile è giurisprudenza, con però ottime possibilità di cariera e di guadagno ma forte disoccupazione.
-Iperconsiglio laurea in difesa e sicurezza, che si presenta come la migliore con un numero basso di iscritti, altre lauree solide e che consiglierei sono ingegneria, economia, medicina, chimica e giurisprudenza (le ultime due non sono proprio il massimo, hanno altri punti postivi ma anche negativi)
-Ipersconsiglio laurea in psicologia e insegnamento, poi sconsiglierei in biologia e ambito letterario….

NB
Naturalmente poi ogni caso è un singolo caso, però le statistiche danno un quadro generale… per quanto riguarda la laurea più facile e la più difficile, quelle che consiglierei e quelle che sconsiglierei sono venute fuori da  un incrocio di dati statistici e non da un lancio di dadi…

**Entra nel blog e clicca sul +1 di google per migliorare la mia posizione tra i risultati delle ricerche ;)**

48 Comments

    • Anonymous said:

      la “più facile” nel senso che dopo aver conseguito il titolo è più semplice trovare occupazione e un buon trattamento economico!

  1. Anonymous said:

    Le statistiche vanno interpretate! Come fate a dire che medicina è la più facile? L’abbandono così basso si può spiegare con la forte motivazione che occorre per superare il test d’ingresso e la “facilità” con cui gli studenti si laureano in corso con il fatto che praticamente il 100% degli iscritti viene dai licei, con un’altissima concentrazione di diplomati con 100/100 e pochissimi che scendono sotto il 90. Sicuramente la media dei voti di maturità è di gran lunga la più alta rispetto a tutte le altre facoltà. Forse si tratta di studenti più “secchioni”?

  2. Anonymous said:

    Come studente di medicina e chirurgia, concordo sul fatto che sia una delle facoltà più facili per gli sbocchi lavorativi ( però sento ultimamente che anche da noi vi sono disoccupati…il futuro è incerto) ma devi anche considerare che il percorso di studi è pari a 10 (6+4 di specializzazione) anni pertanto non tutti riescono a terminarlo; parlando di carico di studio medicina e chirurgia ( assieme a medicina veterinaria e Odontoiatria ) non può essere paragonata a giurisprudenza o ingegneria che non saranno mai ‘difficili e lunghe’ come le tre principali lauree mediche.

    • Anonymous said:

      Scusami, ma come fai a dire che giurisprudenza non è una laurea lunga? A me pare che siano 5 anni, tondi tondi.
      Poi non venirmi a dire che è semplice perché “tanto basta imparare le leggi a memoria”, dal momento che non è affatto così. E i “carichi di studio” sono molto pesanti, per farti un esempio, ci sono esami che arrivano a toccare le 2000 pagine, e per i più corti il numero di pagine non scende sotto 900.
      Poi, ovviamente, medicina e chirurgia l’ho sempre considerata una delle facoltà più difficili e rognose (parlo con cognizione di causa: so quali sono i mattoni da studiare anche lì, visto che ho la libreria piena di tomi di medicina) ma non per questo devi sminuire le altre.

  3. Anonymous said:

    Ingegneria (qualunque ramo) è almeno dieci volte più complessa e impegnativa di Medicina…suvvia siamo seri, Medicina è lunga ma abbastanza abbordabile, fatta apposta per i figli raccomandati di medici o dirigenti Asl. Poi tra studiare Medicina ed essere un buon medico c’è un abisso, dovuto, in parte, alla poca serietà dei test d’ammissione che premiano la memoria e non le capacità di ragionamento.

    • Anonymous said:

      Quoto in toto…io aggiungerei ad ingegneria le cosiddette “lauree panda” (che a quanto pare trovano pochissimo spazio in quste statistiche). Ebbene Matematica, Fisica e Chimica, se vogliamo la “base” del sapere tecnico e scientifico, sono molto ma molto impegnative…Medicina non è assolutamente confrontabile, in termini di difficoltà, a questi corsi di studio!

    • Anonymous said:

      Complimenti a entrambi per la superficialità e l’ ignoranza. Medicina é la facoltà più difficile in assoluto, paragonabile solo ad ingegneria (questi sono i dati Almalaurea). Seguono Giurisprudenza, che è più facile solo perchè non c’ è frequenza obbligatoria e forse per la quantità di esami, ma è sicuramente una laurea di tutto rispetto. Prima di fare affermazioni ridicole come “solo per i figli dei baroni”, fatevi un giro nelle facoltà di medicina e chiedete quanti sono figli di professori e quanti la trovano facile. Resterete sbalorditi! Sapete solo nascondersi dietro un computer. Vergognatevi, fristrati!

    • Anonymous said:

      Ma vergognati tu!!!!!! Ignorante e saccente che non sei altro. Le televisioni e i procedimenti giudiziari degli ultimi anni riguardanti i test di ammissione alle facoltà dell’area sanitaria non sono certo un mistero. Informati!!! Questo non vuol dire, chiaramente, che non ci siano medici competenti e onesti; ma purtroppo la “casta” ha fatto sentire la sua “forza”, da quando si è in regime di numero programmato. La tua arroganza e ignoranza si commenta da sè, informati e scoprirai i tanti misteri che si celano dietro a concorsi di qualche anno fa. Le conoscenze di base (matematiche, fisiche e chimiche) sono considerate dalla maggior parte delle persone più ostiche di altri “saperi”; forse perchè sono il “principio” delle scienze.Evidentemente non le hai mai studiate, per esprimerti in questi termini…. ah dimenticavo
      FRUSTRATO!

    • Anonymous said:

      E’ un luogo di confronto e non di offese, intanto. Chi deve vergognarsi è chi offende e dà dell’ignorante ad altre persone gratuitamente, o quasi!! Che il numero programmato in Italia, purtroppo, abbia “alimentato” la più antica delle pratiche, la “raccomandazione”,è stato messo alla luce da inchieste e da scandali che hanno travolto l’università italiana negli ultimi dieci anni. Certamente anche in queste facoltà ad accesso programmato continuano ad esserci studenti bravi e meritevoli, ma ciò non basta a gettare una luce diversa su selezioni fatte in maniera discutibile, sia sui contenuti che sulla forma. Detto questo, ogni corso di laurea ha la sua difficoltà e nessuno può affermare che un percorso sia più impegnativo di un altro; le variabili sono innumerevoli e dipende molto dalle particolari propensioni della persona. Lasciamo le offese ad altri contesti, in un forum si discute e ci si confronta su idee!!!

  4. Anonymous said:

    I corsi di Laurea più difficili sono Fisica e Ingegneria, a Medicina è difficile entrare ma poi è molto più semplice rispetto a fisica, chimica, ingegneria, matematica ecc… Il fatto che medicina sia lunga è un altro mito da sfatare, dura un anno più delle altre ma è molto più semplice rispetto a quelle precedentemente citate. La specializzazione è ben retribuita, al contrario di tanti ingegneri che si specializzazno in azienda prendendo 5-600 euro!

  5. Anonymous said:

    Ma qualcuno di voi li ha mai visti i libri di medicina, oppure parlato con uno studente in regola? Da studente di medicina posso dirvi che è più facile in termini di difficoltà di studio, ma la mole di lavoro è sproporzionata rispetto a praticamente tutte le altre facoltà!E’ poi naturale che considerando il 95% che superano il test, dei secchioni, allora escano fuori quelle statistiche. La verità è che gli studenti di medicina passano la vita sui libri, non la definirei proprio facile. Ingegneri, anche la vostra è tostissima lo so!

  6. Anonymous said:

    Non sei assolutamente cosa voglia dire studiare chimica o fisica, mi dispiace! Corsi di laurea tostissimi; io ho tanti amici medici, pochi fisici e pochissimi chimici, ti posso assicurare che la mole e la difficoltà di studio non sono confrontabili a medicina. Mio caro evidentemente non hai mai visto un libro di meccanica quantistica, di spettroscopia o di chimica organica (vero!)Ogni corso di laurea ha la sua difficoltà e importanza, specie medicina che per certi aspetti richiede maggiori responsabilità! Ma per cortesia non facciamo confronti di mole di studio e di difficoltà con corsi come chimica, fisica (e anche ingegneria)!!!!

  7. Anonymous said:

    Butto lì qualche altra informazione per gli immatricolandi.
    Medicina non è la più facile, né la più breve, ma i sei anni, tolti i tirocini, diventano 5 abbondanti (quindi è grosso una 5 + 1 di tirocinio, stando ai CFU); la specialistica non è obbligatoria (e con i posti messi a disposizione vorrei pure vedere…), e comunque non è detto che la stessa duri 4 anni.
    Ma la laurea è solo il primo passo, perché senza abilitazione professionale non serve a nulla.
    Se prendiamo in considerazione il tempo minimo indispensabile per l’abilitazione professionale, le cose cambiano e pure di molto. Infatti abbiamo:
    - ingegnere senior: 3+2 (laurea) + 6 mesi per esame di stato = 5,5 anni
    - medico chirurgo: 6 (laurea) + 6 mesi per esame di stato = 6,5 anni
    - avvocato: 5 (laurea) + 2 (tirocinio) + 1 (esame di stato) = 8 anni (!)
    - dottore commercialista: 3+2 (laurea) + 2 (tirocino, che sarebbero 3 ma di solito uno si fa durante l’università) + 6 mesi per esame di stato = 7,5 anni
    (per avvocati e commercialisti con l’abbreviazione del tirocinio a 12-18 mesi gli anni potrebbero scendere rispettivamente a 7 e 6,5).
    Sulla difficoltà dei corsi non metto bocca, non avendo né esperienza di tutti, né un modo per calcolarla in modo oggettivo. Posso portare solo la mia esperienza: sulla difficoltà d’ingegneria la pensavo come voi, finché non ho visto laurearsi – e pure con voti superiori al 100 – autentiche zappe (e non al CEPU, ma al politecnico pubblico con al massimo un paio d’anni di ritardo). Il motivo di tanta abbondanza è stato anche il balordo sistema di calcolo del voto di laurea, che si è basato sulla media dei soli ultimi due anni di specialistica e non di tutti e cinque. Un trucchetto di cui medici e giuristi, entrambi con lauree a ciclo unico, non possono giovarsi.

    • Si è vero: conta la media della magistrale all’uscita, come sempre, si considera l’ultima “cosa” fatta..

      Capre uscite dal politecnico dubito, forse quello di Bari…

    • Anonymous said:

      Bé questo è motivato dal fatto che nella gran parte delle università italiane non hanno idea di cosa sia una graduate school. Passare da LS a LM qui è praticamente una cosa automatica e la LM sembra più un’estensione della LS che non un livello superiore. Nelle poche graduate school italiane degne del nome (una è quella della Bocconi) la possibilità di ottenere voti più bassi di quelli che hai preso in triennale non è così vaga.

  8. Anonymous said:

    Fai male a dubitare: uno Milano e due Torino. La frecciatina su Bari conferma la tesi della difficoltà non intrinseca d’ingegneria.

    • fare due anni di liceo in uno nelle scuole private dovrebbe essere difficile considerando la mole di roba da studiare eppure escono tutti con voti alti…
      l’università ha il suo peso, ma ci sono università non degne di questo nome.

  9. Anonymous said:

    Una sana e grassa risata per chi dice che ingegneria a Bari sia facile!
    AHAHAHAHAH!
    Chissà come mai, parecchie persone che a Bari non riescono, scappano al nord e si laureano!

  10. Anonymous said:

    ahahaha Devo ridere per diverse cose, ahimè!!! Ancora nel 2012 c’è gente convinta che il luogo in cui si studia ha peso paritario se non maggiore rispetto alle autentiche capacità che una persona dimostra di avere. Ottimi professionisti vengono formati da Palermo, passando per Napoli fino a Milano, Padova ecc… La vera differenza la fa sempre il “discente”, lo sappiamo tutti!! Quanto al “presunto vantaggio” che avrebbero i laureati “3+2″ rispetto ai “ciclo unico”, vorrei ricordare in primis che, soprattutto per certi corsi di laurea, il 3+2 si è tradotto in un “drammatico” aumento effettivo dei tempi di laurea rispetto al vecchio ordinamento. Sono stati creati quasi “ex novo” due percorsi formativi parzialmente a se stanti; e non funziona affatto, come leggevo in qualche commento,3+2=5. Altro punto importante,esistono medici, chimici, fisici, avvocati ecc.. “capre” e non solo, certamente, ingegneri: gente più o meno competente si ritrova in ogni categoria!!! Che corsi di studio improntati sulla matematica, fisica e chimica siano più impegnativi di altri, penso sia risaputo sin dai primissimi anni di scuola superiore; fermo restando che ogni corso di laurea ha le sue difficoltà e specificità!!!

  11. Anonymous said:

    francesco albano ridicolo… cosa intendi dire che le università al sud sono per ignorantoni??
    peccato che socondo le statistiche non è così.. poi posso dirti che mio zio laureato al politecnico di bari tranquillo nessuna scuola privata adesso lavora in germania per una grande azienda e guadagna abbastanza bene (se proprio ti interessa sapere il risvolto economico)(dopo essere stato ad abudabi e sud africa)
    dipende dallo studente, l’università è individuale, il percorso di studio te lo gestisci tu. stessa cosa per le laure umanistiche, psicologia etc
    in psicologia per esempio c’è la specializzazione in psicoterapia una sorta di 5+4.
    se poi i giovani non riesco a trovar lavoro, sarà perchè avranno sbagliato qualcosa nel loro percorso di studio? perchè è facile dire “sono uscito con 100 e lode ma nessuno mi vuole”
    oltre il vecchiume burocratico italiano che è una beffa bella è buona.

  12. Anonymous said:

    Non credo che chi abbia intrapreso seriamente gli studi d’Ingegneria e aver compreso cosa significhi studiare sia ancora cosi poco maturo da pensare che una facolta possa essere piu facile di un altra! Bha.. Cmq crediateci o no non m’interessa ma ho sentito personalmente da un ragazzo trasferitosi dal polito alla facolta di Taranto (2ª sede di Bari) di essersi trovato in difficolta ancora maggiori! Scusa ma io mi chiedo per dire una cosa del genere, dove vivi? Frequenterai le superiori perche si deduce molto facilmente che non hai capito molto dell’uni in generale..

  13. ragazzi, da quasi medico vi devo dire una cosa che in pochi considerano: medicina è la più difficile perchè… vedi cadaveri aperti, nell’ospedale vedi gente che soffre e a volte ti muore davanti, sui libri ti ritrovi immagini dure da digerire (aprite un libro di anatomia patologica, oppure date una occhiata alle malformazioni dei neonati). Ragazzi questa componente emotiva ingegneria ce l’ha? saluti

  14. said:

    cosi tanti commenti su una ricerca così scadente indicano che in italia cè un forte bisogno di dialogo. Comunque ha ragione Emilio , medicina è per gente forte di animo. Però 8 anni per diventare avvocato ( studio giurisprudenza ) è un bel trade off con se stessi ( sempre se non si ha chi ci raccomanda )

  15. ovviamente quando dicevo che “medicina è la più difficile” era una provocazione… tutte le aree dello scibile umano sono difficili se fatte bene, senza considerare che per uno che nasce con doti matematiche innate la facoltà di matematica sarà facilissima mentre gli sembrerà difficile studiare storia dell’arte! l’importante, come diceva un grande fisico del 900, è non giudicare un pesce per la sua capacità di arrampicarsi sugli alberi! ad ogni modo vi racconto i veri tempi di medicina (almeno nella mia esperienza):
    1) quasi un anno a studiare i quiz per entrare (e non è detto che poi si entra, io per fortuna al primo colpo sono entrato)
    2) sei anni tra lezioni frontali, reparto, microscopi, sala settoria, culo sulla sedia a studiare fino a notte fonda, adi, ade, app o come cavolo si chiamano, frequenza obbligatoria altrimenti non puoi fare l’esame

  16. 3) finiti i sei anni con internato e tesi, fatti 3 mesi per l’abilitazione, passata l’abilitazione mettiti a studiare per il concorso di specializzazione (mentre ovviamenti passi tutto il giorno in reparto a lavorare gratis, altrimenti non ti prenderanno mai alla specializzazione)… insomma passa un altro anno
    4) dopo il concorso (sempre se si entra, in alcune specializzazioni puoi aspettare anni ed alla fine magari non entrare neanche) passa altri 5 anni in specializzazione (nel mio caso 6 perchè voglio fare chirurgia generale) con orari massagranti perchè ti trattano tipo schiavo
    5) nel mio caso dopo 6 anni di chirurgia generale dovrò passare altri anni facendo master, corsi e simili per ultraspecializzarmi in qualcosa, ad esempio chirurgia del colon o della tiroide
    6) a quel punto sei cmq disoccupato: nel pubblico i concorsi sono pochi e nel privato devi avere la fortuna di avere il papà medico con uno studio ben avviato in un buon campo

  17. said:

    Studio Medicina e Chirurgia a Bologna e sono alla fine.
    Ho passato tempo addietro anche il test di ammissione per Odontoiatria.

    Provenendo da uno scientifico la mia scelta era tra Ingegneria o Medicina.

    Sono uscito con 100 dalle superiori ma non ero un grande matematico… ho optato per Medicina perchè mi piacevano di più alcune materie…sostanzialmente l’applicazione del metodo scientifico al corpo umano.
    A mio parere le facoltà più difficili sono fisica,chimica,matematica ( segue Ingegneria).
    Medicina è concettualmente più facile di Ingegneria ( mio fratello è ingegnere , ho visto i suoi libri di meccanica razionale e analisi) ma è difficile da paragonare perchè prevede molte ore di tirocinio,la frequentazione negli ultimi anni di un reparto, tomi enormi da studiare. Anche a ingegneria ci sono mattoni da superare ma credo che la difficoltà sia più nei concetti da apprendere…mentre a Medicina ci sono tomi enormi da studiare (guardate per esempio il libro di Medicina interna Harrison o un volume di fisiologia umana) ma con concetti matematici fisici chimici elementari (almeno a livello del corso di laurea)…. inoltre dopo 6 anni di medicina e abilitazione (quasi sempre si arriva a 7 anni) bisogna accedere alle scuole di specializzazione e non è un percorso automatico (c’è una concorrenza spietata per le più ambite). Gli ingegneri giovani e laureati anche con due anni di fuori corso hanno più opportunità nelle imprese e nelle aziende. Si sentirà invece carenza di medici specialisti (cardiologi pediatri ecc.ecc.) a partire dal 2020 sia per il numero chiuso sia per la riduzione dei posti in specializzazione (e con i tagli alla sanità non credo che verranno aumentati… ci toccherà non ammalarci e lavorare fino a 80 anni per morire il primo giorno di pensione)

  18. Anonymous said:

    Il problema fondamentale non è quale laurea sia più difficile rispetto ad altre, qui si rischia di fare la cosidetta guerra tra poveri…Il vero problema è a monte, ci sono facoltà tipo giurisprudenza che non hanno il numero chiuso, i laureati che sfornano sono a migliaia ed i posti da ricoprire non ci sono. Oggi si sfornano migliaia di laureati senza che ci siano posti di lavoro da ricoprire, ma queso perchè i professori, i rettori, i presidi mangiano con le tasse degli studenti, quindi più si iscrivono e più mangiano…..questa è la logica e tutto ciò va a discapito dei giovani che si ritrovano dopo anni ed anni con un pezzo di carta e non sono ne carne e ne pesce. Quindi bisogna fare in modo che a lurearsi siano pochi e buoni. Perchè i posti non ci sono..

  19. Generalmente penso che le università del nord siano più “organizzate”: infrastrutture migliori e probabilmente maggiori contatti con le aziende.
    Ma questo non va confuso ovviamente con la difficoltà.
    Parlando di politecnici penso che quello più difficile sia a Bari.
    Nei due del nord ci sono esami a risposte multiple e soprattutto esami scritti(pochi orali).
    A Bari invece gli esami sono quasi tutti scritto+orale.

    Con ciò ovviamente non sto dicendo che non diano preparazione ma generalmente nelle facoltà del nord è più facile laurearsi.
    Si laurea il genio ma anche la capra(del resto sappiamo che è molto più facile passare un esame scritto che non un orale).

  20. Anonymous said:

    Dire che medicina è facile È un insulto. e mettiamo bene le cose in chiaro: sono assolutamente d’accordo con voi sul fatto che vi siano facoltà più difficili, come anche più facili. sfatiamo poi il mito dello studente che studia solo nomi a memoria: quando voi vi fate curare da un medico, lui non vi canta a memoria la glicolisi, ma ragiona e cerca di capire cosa avete che non va. questo distingue medicina dalle altre facoltà : una volta presa la laurea, si ha per le mani la vita delle persone. A mio parere, è dei mestieri più difficili,impegnativi e duri al mondo. p. s. I dottori ultra ricchi sono quelli con studi privati e che evadono il fisco, ma non certo quelli che si fanno un mazzo tanto a curare gente che spesso li disprezza.

  21. Anonymous said:

    Se il concetto di difficoltà è legata alla mole di studio o alla complessità degli argomenti affrontati, senz’altro Medicina, Fisica, Ingegneria, Chimica e Matematica sono le più complesse.
    Se si considera come parametro anche il tempo impiegato nel portare al termine il percorso, ci sono molti paradossi: ad esempio, la facoltà che ha i numeri più bassi sulla soddisfazione professionale o possibilità di carriera, che è psicologia, dura 10 anni tondi. 3+2 + 6 mesi di tirocinio + 4 mesi di esame di stato + 5 anni di scuola di specializzazione (sempre se entri).
    Inoltre, la scuola di specializzazione in psicoterapia, costa in media 6000 € l’anno (mentre a quelle di medicina vieni pagato 1790 € al mese)
    Alla fine di tutto ciò, non lavori.
    Io direi che il punto vero di riflessiona è questo.

  22. Anonymous said:

    affermare al giorno d’oggi che esistono corsi di laurea facili e altri corsi impossibili è da studentello fresco di immatricolazione.
    Ogni corso è difficile ed impegnativo, dipende molto dalle qualità e dalle attitudini dello studente: uno portato (e appassionato) alla matematica si troverà molto bene in fisica, ingegneria, scienze matematiche… uno portato all’introspezione e all’empatia, alla comprensione profonda dei processi mentali sarà portato alla psicologia (che vanta un numero altissimo di abbandoni, proprio perché molti la considerano “facile” e invece è molto difficile, complessa e lunga) e così via.. ciò che fa la differenza è l’organizzazione del corso ed i docenti: conosco persone che si sono laureate in uno specifico corso d’ingegneria civile in pochi anni, praticamente studiando pochissimo, scrivendo la tesi di laurea in 2 settimane (giuro!) e altri, iscritti invece in un altro corso d’ingegneria civile, architettura, psicologia, lettere e filosofia, totalmente impantanati con esami impossibili e docenti inflessibili…

  23. Anonymous said:

    La differenza principale tra lauree come medicina e giurisprudenza e ingegneria sta nel modo di affrontare gli esami. Mentre medicina e giurisprudenza premiano la conoscenza data da un elevato carico di studio a memoria, ingegneria premia la perspicacia. Per medicina e giurisprudenza una volta che hai studiato, le cose sono quelle, un esame d’ingegneria invece è molto imprevedibile e lo studio per il passaggio dell’esame pesa per il 40% o anche meno, l’altro 60 è dato dall’aver capito il concetto. Negli esami d’ingegneria devi essere pronto a tutto perché ti puoi trovare cose mai viste e in quel momento ti devi ingegnare. Credo che sia per questa imprevedibilità che ingegneria risulta più difficile delle prime due facoltà, senza sminuirle.Inoltre anche se in medicina e in giurisprudenza c’è più roba da studiare è più facile tenerla a mente perchè scritta a parole, invece in ingegneria si devono tenere a mente libri interi di formule e dimostrazioni, tenendo presente che oltre a uno scritto si avrà un’orale da sostenere (se si passa lo scritto), per il quale se il professore sospetta che hai imparato tutto a memoria ti boccia perchè gli devi dimostrare di aver capito il concetto. Specifico che le ingegnerie più difficili in assoluto sono meccanica ed aerospaziale. Meccanica, che per ignoranza viene accostata alle automobili, si occupa praticamente di tutto, esempi: energia, bio-medica (tutti i macchinari medici, protesi, e molto altro sono progettate da meccanici), strutture, prototipazione virtuale, motori, processi tecnologici, robotica, gestione impianti, automazione, misure e segnali,…. ed ogni materia viene trattata con rigoroso puntiglio dai professori, questo è il motivo che anche se il corso di studi prevede 5 anni molta gente ce ne mette 7-8.

    • La miglior risposta di tutte! Ingegneria è difficile perchè altamente imprevedibili anche se il programma è fatto da UNA SOLA PAGINA , la bocciatura è nei paraggi! Fra l’altro non ci sono limiti ai programmi perchè c’è sempre da capire qualcosa che c’è dietro l’argomento. Ps Medicina come mole non ha eguali, ma studiando si passano gli esami e anche con voti alti! saluti

  24. Anonymous said:

    avrà pure sbocchi professionali economia ma m sta rendendo la vita impossibile tornassi indietro farei psicologia avrà miliardi di pecche ma ci guadagni sicuramente in salute ;)

  25. Anonymous said:

    per dimostrare la veridicità di questo post che tra conclusioni da statistiche basta fare quest’ esempio :
    Ci sono 4 persone “civili” e un Serial killer. Il serial killer ammazza 5 persone.. Statisticamente si può evincere che su 5 persone ognuno ha ammazzato una persona!

  26. Anonymous said:

    Quanto non sopporto frasi di questo genere:

    “affermare al giorno d’oggi che esistono corsi di laurea facili e altri corsi impossibili è da studentello fresco di immatricolazione.”

    “Non credo che chi abbia intrapreso seriamente gli studi d’Ingegneria e aver compreso cosa significhi studiare sia ancora cosi poco maturo da pensare che una facolta possa essere piu facile di un altra”

    Si evince chiaramente che chi ha detto queste frasi, o è rimasto isolato nella propria facoltà per 5 anni senza avere contatti con le altre, oppure non ha frequentato una facoltà fisico-ingegneristica e non è in grado di fare confronti logico-oggettivi, proclamando quindi l’impossibilità di un confronto.

    Molti commettono l’errore di dire che la difficoltà è soggettiva. Ma vi pare sensato che una capra in matematica si iscriva alla facoltà di matematica? O uno che odia lo studio mnemonico si iscriva a giurisprudenza? Non credo che avvenga, salvo qualche piccola eccezione. Allora presi due studenti a pari condizioni (voglia, interesse per la materia, capacità idonee alla tipologia di studio) chi è che fatica di più a terminare gli studi? Chi è che esce con un voto migliore e nel minor tempo?

    Io ho pensato:

    1) Le materie umanistiche sono avvantaggiate in quanto hanno una/due fasi in meno all’atto dello studio. Le operazioni sono: studio-riassunti-comprensione profonda (quest’ultima solo per psicologia e filosofia dato che certi autori hanno pensieri contorti).
    In ambito scientifico si ha: studio-riassunti-comprensione profonda (a volte si sta ORE su una sola dimostrazione di una pagina)-esercizi/applicazione (altre ore che volano).
    All’atto dell’esame, invece, le materie umanistiche sono ulteriormente avvantaggiate dato che se uno non si ricorda bene un argomento, può comunque orbitarci attorno facendo una modesta figura e strappando metà punteggio alla domanda. In matematica-fisica-ingegneria, se sbagli anche un minima vaccata…l’esercizio viene sbagliato….e son zero punti. Ecco perché i voti in ambito umanistico sono in genere molto più alti.

    2) Fare un confronto assoluto a livello nazionale non è impossibile, ma difficile in quanto la difficoltà cambia da un ateneo all’altro. Ad esempio aerospaziale viene trattata con difficoltà differenti fra Polito, Polimi, Padova e Napoli. Quindi per assurdo potrebbe capitare che aerospaziale del polito sia più difficile di meccanica del polito, ma aerospaziale di padova sia più semplice di meccanica del polito. Quindi quale facoltà è più difficile in termini assoluti? Aerospaziale o meccanica? Ne consegue che è meglio restringere il confronto all’interno dello stesso ateneo.

  27. Anonymous said:

    3) Non bisogna fare confronti con cose che non si conoscono. Io ho avuto la fortuna di avere tutti gli amici iscritti in ambiti differenti e di essere stato 5 anni in un convitto dove mi sono confrontato con altre realtà.

    4)Questo è il punto più importante. A parità di capacità dello studente, all’interno dello stesso ateneo…Cosa bisogna osservare per capire se un ramo è più difficile di altri?

    - Tipologia di materie: prendo il caso di aerospaziale al polito. E’ un ramo in cui si tratta TUTTO. Gasdinamica, meccanica delle macchine, termodinamica, sistemi, meccanica del volo, elettronica e avionica, meccanica strutturale, scienze dei materiali e tecnologie oltre a pacchi enormi di matematica e fisica. Vi posso assicurare che tutto viene trattato nel dettaglio e non superficialmente (ad esempio la nostra strutture è pari a quella di ing. civile). Altri corsi di ingegneria invece, ad esempio civile, non trattano per niente gasdinamica, elettronica, termodinamica, meccanica delle macchine. E’ chiaro che lo studente di aerospaziale deve abituare il cervello a tanti ambiti differenti e alle loro relative trattazioni e schematizzazioni, impiegando maggiori energie.

    - Rispetto del regolamento accademico: ci sono certi rami (es. ambiente e territorio e altri) in cui i professori non seguono il regolamento e permettono agli studenti di dare esami fuori sessione e di fare gli esoneri. Questo è un vantaggio enorme, perchè riduce la difficoltà della sessione. Dare 5 esami in sessioni di 20 giorni (come ora) è molto più difficile che darne solo 3 perchè gli altri 2 sono già stati passati.

    Altro caso di non rispetto del regolamento avviene al momento dell’erasmus. In un buon 70% del politecnico, il ragazzo in erasmus può gestirsi il carico didattico come vuole, in genere si tolgono gli esami mattone a favore di altri banali. Ad aerospaziale possiamo solo dare gli esami del secondo anno, dovendo per forza di cose sorbirci gli inutili mattoni del quarto anno.

    - Lavori di gruppo: per carità possono essere una rottura, ma quando all’esame piovono dal cielo 6 voti in più…passando da 24 a 30….e questo in certi indirizzi non avviene.

    - Severità dei professori: ad aerospaziale e meccanica ci sono professori con percentuali di superamento dell’esame bassissime. Questo perché all’orale bocciano appena si tentenna su qualcosa, o allo scritto tolgono anche 7 voti per erroretti. Professori poco collaborativi e che (giustamente) non regalano il 18 all’ultimo esame nemmeno se uno deve laurearsi.
    Ma anche qui, parecchi professori so che hanno registrato 18 perché lo studente è andato “a piangere” dicendo che era l’ultimo.
    Altri hanno perso un anno per un esame, prendendosi caterve di insulti all’affermazione: “professore è il mio ultimo, mi ammetta almeno all’orale”.

    Figuriamoci, esistono differenze anche fra studenti dello stesso corso! Ad ingegneria è pratica comune dividere gli studenti del primo anno per cognome e non per indirizzo. In questo modo esistono ragazzi di aerospaziale che al primo anno si sono beccati professori letteralmente pazzi che hanno rallentato la loro carriera studentesca, mentre altri di aerospaziale hanno avuto vita facile al primo anno laureandosi in tempo.
    E tutti (enti pubblici ed aziende) che premiano chi si laurea prima e con il miglior voto…si…complimenti.

    Quindi per favore….non dite più che la difficoltà è la stessa ovunque.

  28. Anonymous said:

    Qui parlano tutti a sproposito… se parliamo di difficoltà pura di studio le più difficili sono fisica matematica e le ingegnerie, ma se parliamo globalmente della difficoltà di dover dare 45 esami di oltre 2000 pagine a semestre unite al tirocinio e alla frequenza obbligatoria allora medicina si piazza di diritto sul podio delle più difficili. non conosco giurisprudenza, ma non penso che seppur difficile sia paragonabile a medicina, in primis per il test di ingresso, in secundis per i blocchi vari che la stessa medicina ha, quindi quando vengono a parlare di finire in pari credetemi che a volte è davvero un’impresa. Per quanto riguarda le statistiche lasciano il tempo che trovano, chiaro che biologia sia quella con più rinunciatari dopo il primo anno, sono tutti gli studenti che il primo anno non sono entrati alle facoltà a numero chiuso e che l’anno successivo entrano da qualche parte.
    Concludendo, l’affermazione “La laurea più facile è medicina” è una delle più grandi ca****e che abbia mai sentito.