Alimentazione: Carboidrati

Nella nostra alimentazione quotidiana i carboidrati rappresentano sicuramente la percentuale più alta, quindi partire proprio da essi, anche per cominciare ad eliminare un po’ d’ignoranza tramandata da generazioni.
Anticamente venivano divisi i carboidrati in semplici e complessi: i primi erano formati da cibi “banali” come lo zucchero mentre i secondi dal piatto di pasta. E’ una concezione ancora ricorrente tant’è che quando uno sviene interviene sempre un qualche furbo che, cito testualmente: “portategli un bicchiere d’acqua con lo zucchero”.
Questa astrusa concezione porta con se l’idea che sia più rapida l’assimilazione dei carboidrati semplici rispetto ai complessi… Bene, LEVATEVELO DALLA TESTA!!
Sono almeno vent’anni che si è compreso il legame tra quantitàdi zuccheri e velocità di assimilazione: più un alimento è “zuccherato” più è veloce l’assimilazione, il che è completamente diverso dal semplice o dal compresso (tant’è che la pasta è assai veloce)!
Dopo aver completamente distrutto la vostra conoscenza pregressa, penso di poter dare una visione del processo che avviene quando si introducono dei carboidrati…
Quando mangiate zuccheri, il sostanziale problema è il cervello!
E mi direte: “che cavolo ci fa quel poraccio qui in mezzo?” in verità è tutta colpa sua!
Al contrario degli altri muscoli il cervello non è in grado d’immagazzinare glucosio e quindi l’organismo deve tenere la glicemia (quantità di zucchero nel sangue) entro un certo intervallo, e come fa?
Quando sale troppo la glicemia il pancreas secerne l’insulina, un simpaticissimo ormone che “tampona” e abbassa gli zuccheri portandoli dentro il fegato e i muscoli.
Questo è il ciclo standard, ora aggiungiamo le casistiche!
La differenza tra un cibo ad alto contenuto di zucchero da uno con un basso contenuto è il picco insulinemico! Questo indica appunto la quantità d’insulina presente nel sangue ed è proporzionale alla glicemia.
Un forte picco porta ad una ipoglicemia rapida che conduce a quelli comunemente chiamati da voi mortali: “attacchi di fame improvvisi”, che creano un circolo vizioso poiché vi conducono a mangiare qualcos’altro.
Come se non bastasse, l’insulina non riesce a distribuire tutto quel glucosio per il corpo e quindi lo trasforma in quella cosa chiamata grasso adiposo.
Parrebbe anche che picchi abituali e constanti possano portare all’insorgere di gravi malattie come ad esempio il diabete.
Quindi riassumendo se volete mangiare in modo sano e magari dimagrire non dovete certamente non mangiare (come detto anche nell’altro post) e dovete considerare il tipo di cibo che state mangiando!
Un carboidrato a lunga assimilazione porta il beneficio di non creare scompensi ormonali e ad non essere immagazzinato come grasso poiché permane entra un range “consentito”.
Qui trovate una tabella con gli IG degli alimenti così che possiate comprendere quanto avete sbagliato fino ad ora.


Per darvi un’idea il riso è qualcosa di “massacrante” per l’organismo completamente opposto agli arachidi che ad esempio vengono usati molto nelle diete da palestra proprio perché non vengono trasformati in grassi e consentono di non avere cali di zuccheri (oltre alla presenza di grassi “buoni”, ma questa è tutto un altro post).

Ps Sono più che convinto che la “mala-istruzione” è così persistente in alcuni di voi che nonostante sia tutto confermato dalla scienza non verrà accettato.
Questo accadrà ancora di più quando si parlerà di proteine.

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