lunedì 21 marzo 2011

Università: la più facile, la più difficile, quale scegliere

Il titoto è un riassunto stringato del post, dove cercherò di dare una risposta ad alcune domande che ho trovato sul web (alcune risposte saranno opposte a quello che pensate): Qual è la facoltà più semplice? Qual è la facoltà più difficile? Quale facoltà mi conviene predere? Sarò contento dello studio e del percorso formativo alla fine? Varrà la pensa studiare x?


 -Come facciamo a decidere se una facoltà è semplice o difficile? Bè sicuramente c'è una parte soggettiva, ma direi che le statistiche (istat) ci vengono incontro: possiamo vedere quante persone finiscono in tempo, quante lasciano, quante sono fuori corso.. Anche così naturalmente non si può avere un dato oggettivo perché magari in alcuni corsi di laurea ci sono persone più capaci che in altre (difficile che uno non bravo vada a fare ing nucleare!)...
I test d'ingresso non penso rappresentino un fattore rilevante, poiché conosco molte persone che hanno fatto il test per medicina solo perché il punteggio poteva essere utilizzato per entrare in altre facoltà, e tante altre che li hanno fatti solo per provare.




  -La facoltà dove in maggior numero di studenti sono immatricolati una volta sola nel 2001 e che finisce la laurea nel 2007 è medicina con 78,8 su 100, da segnalare chimica e giurisprudenza





-la facoltà dove ci sono meno laureati fuori corso è sempre medicina con uno scarto enorme rispetto alle altre facoltà, le altre sono più o meno allo stesso livello, segnalando sempre giurisprudenza con la quota più alta di laureati fuori corso..



-Il minor numero di persone che hanno mollato dopo il primo anno senza reiscriversi è sempre in medicina, seguita da psicologia e architettura, quella con il tasso più alto di rinunca è biologia (forse non era come si aspettavano) il grafico è molto a gradini...







-L'insoddisfazione per gli sbocchi professionali, molto importate, è minima per medicina, seguita da economia e ingegneria, massima per psicologia, biologia e letteratura...






-La disoccupazione è minima per ingegneria, medicina, difesa e sicurezza e architettura (solo la laurea lunga!). legge, psicologia e biologia sono i più disoccupati






-L'utilità della laurea è minima per gli ambiti politico-sociale, linguistico e psicologico invece necessaria per medicina, chimica e ingegneria







-Per il trattamento economico ottimo: difesa e sicurezza, giurisprudenza e medicina, pessimo per: psicologia, insegnamento e architettura
-Possibilità di cariera ottime per: difesa e sicurezza, giurisprudenza, ingneria e medicina, pessime per: psicologia e insegnamento
-Stabilità del lavoro ottima per: difesa e sicurezza, ingegneria  ed economia, pessima per: psicologia ed insegnamento



Conclusioni e consigli:
-La laurea più facile è medicina, con anche  un'ottima possibilità di carriera, ampie possibilità economiche ed ottime possibilità di lavoro.
-La laurea più difficile è giurisprudenza, con però ottime possibilità di cariera e di guadagno ma forte disoccupazione.
-Iperconsiglio laurea in difesa e sicurezza, che si presenta come la migliore con un numero basso di iscritti, altre lauree solide e che consiglierei sono ingegneria, economia, medicina, chimica e giurisprudenza (le ultime due non sono proprio il massimo, hanno altri punti postivi ma anche negativi)
-Ipersconsiglio laurea in psicologia e insegnamento, poi sconsiglierei in biologia e ambito letterario....

NB
Naturalmente poi ogni caso è un singolo caso, però le statistiche danno un quadro generale... per quanto riguarda la laurea più facile e la più difficile, quelle che consiglierei e quelle che sconsiglierei sono venute fuori da  un incrocio di dati statistici e non da un lancio di dadi...
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